LE CIASPOLE fra storia e realtà.

In dialetto trentino le racchette da neve si chiamano «Ciaspole» e da quest'antica terminologia prende nome la nostra singolare manifestazione. Le Ciaspole offrono diversi vantaggi: non richiedono una preparazione particolare, sono utilizzabili quasi da chiunque e rappresentano un mezzo divertente per muoversi a piedi tra i paesaggi montani anche d'inverno: Una sorta di prosecuzione dell'escursionismo estivo. Appena calzate le Ciaspole i primi passi sono un po' goffi e scoordinati e bisogna prestare molta attenzione per non inciampare nonostante l'aiuto dei bastoncini da sci.

In passato le raccette da neve, che impedivano di sprofondare nella coltre bianca, erano usate soprattutto dai cacciatori, contadini e militari. Le Ciaspole erano costituite da un cerchio di legno e strisce di cuoio legate tra loro. Una cinghia non troppo stretta legava le scarpe a questo dispositivo. A cavallo tra i due secoli fu l’esercito di stanza nell’Alta Val Pusteria a introdurre diversi mezzi per potersi muovere anche in inverno e le racchette da neve vennero dimenticate. Negli ultimi anni, però, si è assistito ad una controtendenza: le escursioni nella neve sono ritornate di moda. Le racchette da neve, oggi meglio note col nome Ciaspole, sono originarie del “profondo nord” americano. Indiani ed eschimesi usavano queste ampie superfici ai piedi per camminare meglio d’inverno. Sono utilizzate, sin da tempi lontani, dalle popolazioni residenti nella zona Artica: per muoversi senza sprofondare sulla neve presente per lunghi mesi in quelle regioni, questi attrezzi costituirono per lungo tempo l’unico mezzo idoneo allo spostamento sulla neve, erano semplici e leggere.
A partire dagli anni settanta fino ai nostri tempi vi è stata una costante evoluzione delle racchette da neve.

In passato le raccette da neve, che impedivano di sprofondare nella coltre bianca, erano usate soprattutto dai cacciatori, contadini e militari. Le Ciaspole erano costituite da un cerchio di legno e strisce di cuoio legate tra loro. Una cinghia non troppo stretta legava le scarpe a questo dispositivo. A cavallo tra i due secoli fu l’esercito di stanza nell’Alta Val Pusteria a introdurre diversi mezzi per potersi muovere anche in inverno e le racchette da neve vennero dimenticate. Negli ultimi anni, però, si è assistito ad una controtendenza: le escursioni nella neve sono ritornate di moda. Le racchette da neve, oggi meglio note col nome Ciaspole, sono originarie del “profondo nord” americano. Indiani ed eschimesi usavano queste ampie superfici ai piedi per camminare meglio d’inverno. Sono utilizzate, sin da tempi lontani, dalle popolazioni residenti nella zona Artica: per muoversi senza sprofondare sulla neve presente per lunghi mesi in quelle regioni, questi attrezzi costituirono per lungo tempo l’unico mezzo idoneo allo spostamento sulla neve, erano semplici e leggere.
A partire dagli anni settanta fino ai nostri tempi vi è stata una costante evoluzione delle racchette da neve.

Sono cambiati radicalmente i materiali: si è passati dai “fagioli” anelli di legno legati con dei cordoncini intrecciati e fissati ai piedi con cinture di cuoio, alle grandi “canadesi” lunghe fino ad un metro con la coda idonee per grandi spazi innevati con coltri di altezza elevata e poco indicate per percorsi ripidi alle attuali definite “moderne” con l'uso della plastica che ha permesso la costruzione di racchette più tecniche, resistenti, leggere ed affidabili, con una manutenzione minima.


Oggi ci sono racchette per tutte le esigenze: dalle passeggiate tranquille fino a salite estreme in alta montagna. Attualmente sono molto in voga fra gli appassionati della montagna che le utilizzano per le escursioni invernali per evitare fermi di stagione ed in alternativa agli sci d’alpinismo più ingombranti negli spazi angusti del bosco e quando appesi allo zaino.
Quindi un utilizzo sportivo ed anche agonistico che vede un palinsesto organizzativo ampio in grado di coprire tutte le regioni nordiche che però non deve indurre a tralasciare l’aspetto della sicurezza: infatti il rischio di perdersi se non accompagnati da una buona guida o di valanghe se non consigliati nei percorsi è sempre in agguato.

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